Davvero ella crede che sia semplicemente un’usanza ormai acquisita, esporre nelle scuole il crocefisso? Se così fosse ci ritroveremo ad avere le aule delle scuole piene di ferri di cavallo, cornucopie, cornetti di corallo appositamente fatturati da Ciciriello o’mago di Pozzuoli. Il fatto che sfugge alla ministro della distruzione, è che il simbolo religioso è qualcosa che dobbiamo al Concordato tra Stato e Chiesa, ossia quella sorta di contratto capestro che mussolini firmò illo tempore, e che non si capisce come venne anche ripreso dalla Costituzione Italiana. In merito alla religione, infatti, soltanto nel 1984 si mise mano agli articoli interessati, eliminando il concetto che la religione cattolica fosse la religione di stato, ma questa concessione che la chiesa fece all’epoca a bettino craxi, ci costò l’invenzione del pizzo dell’8 per mille. Pertanto l’obiezione che il crocefisso nelle aule scolastiche sia semplicemente “una tradizione” non può far altro che sottolineare, ancora una volta, quanto sia profondo il pozzo dell’ignoranza del ministro all’istruzione, e che forse sarebbe il caso che cambiasse mestiere.
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R-ESISTENZA: Crocifiggiamo la gelmini. (via hneeta) (via mumblemumblr)
La proposta democristiana di lasciare immutati i patti del ‘29 incassò il voto favorevole del PCI, durante la Costituente. Colpa di Togliatti, spiace dirlo.
Non è mica da ora che buttiamo (buttano?) giù la testa.
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